Regolamento ESPR: requisiti di ecodesign per prodotti sostenibili
Cos'e il regolamento ESPR? Scopri tutto sul regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, le categorie di prodotto interessate, gli atti delegati, la tempistica dal 2026 e cosa devono fare le aziende adesso.
Regolamento ESPR: requisiti di ecodesign per prodotti sostenibili
I punti chiave
Il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR) e il quadro normativo centrale dell’UE per la progettazione ecologica dei prodotti. Sostituisce la precedente Direttiva Ecodesign del 2009, amplia il campo di applicazione a quasi tutti i prodotti fisici e introduce il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP) come strumento obbligatorio. Per produttori, importatori e rivenditori, questo significa che i dati dei prodotti dovranno essere forniti in formato strutturato, digitale e accessibile al pubblico. Questo articolo spiega cosa richiede concretamente l’ESPR, quali categorie di prodotto sono interessate per prime e come prepararsi.
Se non sai ancora cos’e un Passaporto Digitale del Prodotto, ti consigliamo il nostro articolo introduttivo DPP in 15 minuti.
Cos’e l’ESPR?
L’acronimo ESPR sta per Ecodesign for Sustainable Products Regulation (Regolamento (UE) 2024/1781). La Commissione Europea ha adottato l’ESPR nel luglio 2024. A differenza della vecchia Direttiva Ecodesign (2009/125/CE), che riguardava esclusivamente i prodotti connessi al consumo energetico, il regolamento ESPR si applica a praticamente tutti i prodotti fisici immessi nel mercato interno dell’UE.
L’ESPR e un regolamento, non una direttiva. Cio significa che si applica direttamente in tutti gli Stati membri dell’UE, senza necessita di leggi nazionali di recepimento. Le aziende non possono contare sul fatto che i singoli Paesi ritardino l’attuazione.
I tre pilastri dell’ESPR
- Requisiti di ecodesign: standard minimi vincolanti per durabilita, riparabilita, riciclabilita, efficienza energetica e utilizzo di materiali riciclati.
- Passaporto Digitale del Prodotto (DPP): un set di dati digitali strutturati per ogni prodotto, contenente informazioni su composizione, origine, riparazione e smaltimento.
- Divieto di distruzione della merce invenduta: produttori e rivenditori non possono piu distruggere determinati beni di consumo invenduti (in particolare tessili e calzature).
ESPR vs. vecchia Direttiva Ecodesign: le differenze principali
| Caratteristica | Direttiva Ecodesign (2009) | Regolamento ESPR (2024) |
|---|---|---|
| Forma giuridica | Direttiva (necessario recepimento nazionale) | Regolamento (direttamente applicabile) |
| Ambito di prodotto | Solo prodotti connessi al consumo energetico | Quasi tutti i prodotti fisici |
| Passaporto Digitale del Prodotto | Non previsto | Obbligatorio per le categorie interessate |
| Economia circolare | Appena trattata | Obiettivo centrale (riparazione, riciclo, durabilita) |
| Divieto di distruzione | Non previsto | Si, per determinati beni di consumo |
| Obblighi informativi | Etichetta energetica | DPP con dati di prodotto completi |
La differenza decisiva: la vecchia Direttiva era essenzialmente uno strumento di politica energetica. L’ESPR, al contrario, adotta un approccio olistico all’economia circolare e coinvolge un numero significativamente maggiore di settori.
Quali categorie di prodotto sono interessate?
L’ESPR definisce il quadro generale. I requisiti specifici per ogni categoria di prodotto sono stabiliti tramite atti delegati (Delegated Acts). La Commissione Europea ha pubblicato un piano di lavoro che descrive la prioritizzazione dei gruppi di prodotti.
Prima ondata (atti delegati entro fine 2025/inizio 2026)
- Tessili e abbigliamento (in particolare abbigliamento e calzature)
- Ferro e acciaio
- Alluminio
- Mobili (compresi i materassi)
- Pneumatici
- Detergenti
- Vernici e rivestimenti
- Lubrificanti
Seconda ondata (atti delegati dal 2026/2027)
- Elettronica e dispositivi ICT
- Plastica e polimeri
- Sostanze chimiche
- Ulteriori categorie secondo il piano di lavoro della Commissione
La Commissione puo aggiungere ulteriori gruppi di prodotti tramite atto delegato senza dover riavviare il processo legislativo.
Tempistica: quando entra in vigore l’ESPR?
| Data | Traguardo |
|---|---|
| Luglio 2024 | ESPR pubblicato nella Gazzetta Ufficiale |
| 2025 | Primi atti delegati in preparazione |
| 2026-2027 | Applicazione dei primi requisiti specifici per prodotto (in base all’atto delegato) |
| 2027-2030 | Estensione progressiva ad ulteriori categorie di prodotto |
| Dal 2030 | Divieto di distruzione per determinati beni invenduti (tessili, calzature) |
Importante: le tempistiche variano a seconda della categoria di prodotto. Per ogni categoria viene emanato un atto delegato specifico, che definisce un periodo di attuazione proprio. Non esiste un’unica scadenza per tutti i prodotti.
Il Passaporto Digitale del Prodotto nell’ambito dell’ESPR
L’ESPR fornisce la base giuridica che rende il DPP obbligatorio per numerose categorie di prodotto. Il DPP deve:
- essere accessibile tramite un supporto dati (ad es. QR code, GS1 Digital Link) presente sul prodotto,
- contenere informazioni leggibili da macchina e leggibili dall’uomo,
- essere collegato a un identificativo univoco del prodotto,
- includere informazioni su composizione, origine, riparazione, riciclo e conformita,
- essere collegato a un registro centrale EU DPP.
I campi dati precisi vengono specificati per ogni categoria di prodotto negli atti delegati. Non esiste quindi un unico DPP per tutti i prodotti, ma requisiti specifici per categoria.
Per una guida pratica all’implementazione del DPP, consigliamo la nostra checklist per l’implementazione del DPP.
Cosa devono fare le aziende adesso?
Anche se i requisiti specifici per prodotto verranno definiti solo attraverso gli atti delegati, ci sono misure preparatorie sensate da adottare fin da oggi.
1. Verificare se si e interessati
Analizzate il vostro portafoglio prodotti e confrontatelo con il piano di lavoro della Commissione. I vostri prodotti rientrano in una delle categorie prioritarie?
2. Valutare il panorama dei dati
Quali dati di prodotto raccogliete gia (ERP, PIM, PLM)? Quali dati mancano per soddisfare i futuri requisiti del DPP? Un audit dei dati e il primo passo.
3. Coinvolgere la catena di fornitura
L’ESPR richiede dati lungo l’intera catena del valore. Parlate tempestivamente con i fornitori dei requisiti relativi ai dati, in particolare per quanto riguarda la composizione dei materiali e l’impronta di carbonio.
4. Valutare l’infrastruttura DPP
Verificate se una piattaforma DPP come myDPP copre i requisiti del vostro settore. Progetti pilota precoci riducono il rischio man mano che le scadenze si avvicinano.
5. Definire le responsabilita interne
Il DPP e un tema trasversale che coinvolge product management, IT, acquisti, sostenibilita e compliance. Definite responsabilita chiare.
Sanzioni in caso di inadempienza
L’ESPR prevede che gli Stati membri dell’UE stabiliscano sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. In concreto, cio significa:
- Multe, il cui importo e stabilito a livello nazionale (in base al fatturato dell’azienda),
- Divieti di vendita per prodotti non conformi sul mercato interno dell’UE,
- Obblighi di ritiro nei casi gravi,
- Pubblicazione delle violazioni da parte delle autorita di vigilanza del mercato.
La vigilanza del mercato e coordinata attraverso il sistema di vigilanza del mercato a livello UE (ICSMS). I prodotti senza un DPP valido possono essere trattenuti alla frontiera.
Domande frequenti (FAQ)
L’ESPR si applica anche alle piccole e medie imprese (PMI)?
Si, in linea di principio l’ESPR si applica a tutti gli operatori economici che immettono prodotti sul mercato dell’UE. Tuttavia, sono previste agevolazioni: gli atti delegati possono prevedere requisiti semplificati per le PMI, e i periodi transitori possono essere piu lunghi.
L’ESPR riguarda anche le aziende al di fuori dell’UE?
Si. Ogni prodotto venduto nel mercato interno dell’UE deve rispettare i requisiti dell’ESPR, indipendentemente dal luogo di produzione. Gli importatori hanno la responsabilita di garantire la conformita delle merci importate.
Devo implementare il DPP immediatamente?
No, il DPP non diventa obbligatorio per tutti i prodotti contemporaneamente. L’obbligo entra in vigore solo con il rispettivo atto delegato per la vostra categoria di prodotto. Tuttavia, e consigliabile iniziare a prepararsi per tempo, poiche i requisiti relativi ai dati sono complessi.
Dove posso trovare gli atti delegati attuali?
La Commissione Europea pubblica tutti gli atti delegati sulla pagina ESPR della Gazzetta Ufficiale dell’UE. Inoltre, il sito della Commissione sulla politica dei prodotti sostenibili fornisce informazioni sullo stato attuale.
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