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Passaporto digitale di prodotto per i cosmetici — requisiti, tempistiche e preparazione

Passaporto digitale di prodotto per i cosmetici: cosa richiede l'UE al DPP dei prodotti cosmetici. ESPR, dati INCI, informazioni sulla sostenibilità e le tempistiche previste a partire dal 2028.

Autore: myDPP Team

Passaporto digitale di prodotto per i cosmetici — requisiti, tempistiche e preparazione

L’industria cosmetica si trova di fronte a un cambiamento fondamentale nella trasparenza dei prodotti. Con l’ESPR (Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili), l’UE ha creato il quadro giuridico per introdurre i passaporti digitali di prodotto (DPP) per quasi tutti i prodotti fisici — cosmetici e prodotti per la cura della persona inclusi. Per un settore che convive già con obblighi di etichettatura rigorosi (liste INCI, valutazioni della sicurezza, tracciabilità dei lotti), il DPP aggiunge una nuova dimensione: dati di prodotto digitali, leggibili dalle macchine e che coprono l’intero ciclo di vita.

In questo articolo spieghiamo cosa significa il passaporto digitale di prodotto per le aziende cosmetiche, quali requisiti sui dati si stanno delineando, quando è previsto l’obbligo e come possono prepararsi produttori, titolari di marchio e importatori.

Se hai bisogno prima di un’introduzione generale al tema, parti dalla nostra guida di base: Passaporto digitale di prodotto in 15 minuti.


Perché i cosmetici sono rilevanti per il DPP

Il settore dei cosmetici e della cura della persona genera oltre 90 miliardi di euro di fatturato annuo nella sola UE. Allo stesso tempo si colloca al centro dei dibattiti ecologici e sanitari:

  • Intensità di imballaggio — i prodotti cosmetici hanno un elevato volume di imballaggio rispetto al contenuto. Gli imballaggi sono spesso composti da miscele di materiali difficili da riciclare.
  • Ingredienti sotto osservazione — crescono le preoccupazioni sulle microplastiche nei cosmetici, sulle sostanze PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) e su altre sostanze preoccupanti.
  • Rischio di greenwashing — termini come «naturale», «sostenibile» o «ecologico» sono spesso usati senza una base di dati verificabile. La direttiva UE sulle asserzioni ambientali (Green Claims) affronta proprio questo problema.
  • Catene di fornitura complesse — le materie prime (oli essenziali, estratti vegetali, minerali) provengono spesso da decine di paesi con standard sociali e ambientali diversi.

Il DPP mira a portare trasparenza in questo ambito: non con altre affermazioni di marketing, ma con dati verificabili e strutturati a livello di prodotto.


Quadro giuridico — ESPR e Regolamento sui cosmetici

A differenza delle batterie, che hanno un proprio regolamento (2023/1542) con un obbligo esplicito di passaporto della batteria, il DPP per i cosmetici sarà molto probabilmente disciplinato tramite l’ESPR (Regolamento (UE) 2024/1781). L’ESPR conferisce alla Commissione europea il potere di adottare atti delegati per singole categorie di prodotti, che stabiliscono requisiti DPP specifici.

Parallelamente esiste già il Regolamento UE sui cosmetici (CE) n. 1223/2009, che impone requisiti estesi in materia di etichettatura, valutazione della sicurezza e notifica CPNP (Cosmetic Products Notification Portal). Il DPP per i cosmetici non sostituirà questi requisiti esistenti, ma li integrerà e li renderà accessibili in forma digitale.

Sviluppi normativi rilevanti in sintesi:

  • ESPR — il regolamento quadro per il DPP, in vigore da luglio 2024.
  • Regolamento UE sui cosmetici (revisione) — la Commissione sta lavorando a un aggiornamento che potrebbe, tra l’altro, rafforzare l’etichettatura digitale.
  • Direttiva Green Claims — regolamenterà le asserzioni ambientali sui prodotti e potrebbe collegarsi direttamente al DPP.
  • Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) — stabilisce requisiti sui dati di imballaggio che potrebbero confluire nel DPP.

Quali dati conterrà il DPP per i cosmetici?

I requisiti definitivi sui dati dipendono dagli atti delegati, che per i cosmetici non sono ancora stati pubblicati. Tuttavia, sulla base della sistematica dell’ESPR, del Regolamento sui cosmetici vigente e degli studi di prioritizzazione della Commissione, è già possibile anticipare i requisiti probabili:

Ingredienti e composizione

  • Lista INCI completa (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) in formato leggibile dalle macchine.
  • Intervalli di concentrazione per le sostanze sotto osservazione normativa.
  • Informazioni sulle sostanze preoccupanti secondo la definizione dell’ESPR.
  • Dati sui nanomateriali, se presenti.
  • Origine degli ingredienti chiave (ad es. olio di palma, burro di karité, oli essenziali).

Dati di imballaggio

  • Composizione dei materiali dell’imballaggio (primario, secondario e da trasporto).
  • Riciclabilità dell’imballaggio secondo i criteri del PPWR.
  • Quota di materiale riciclato nell’imballaggio.
  • Peso dell’imballaggio rispetto al contenuto del prodotto.

Dati ambientali

  • Impronta di carbonio del prodotto (Product Carbon Footprint).
  • Consumo di acqua nella produzione.
  • Indicatori PEF (Product Environmental Footprint), una volta definiti a livello metodologico.
  • Informazioni sulla biodegradabilità del prodotto dopo l’uso.

Durata e utilizzo

  • Data di durata minima o indicazione PAO (Period After Opening).
  • Quantità e frequenza d’uso raccomandate.
  • Istruzioni per lo smaltimento del prodotto e dell’imballaggio.

Conformità e sicurezza

  • Riferimento alla valutazione della sicurezza ai sensi del Regolamento sui cosmetici.
  • Numero di riferimento CPNP.
  • Certificazioni (ad es. Cosmos, Natrue, Ecocert), ove presenti.
  • Informazioni di conformità UE.

Identificazione e tracciabilità

  • Identificatore univoco di prodotto (probabilmente basato sugli standard GS1).
  • Numero di lotto e collegamento con il lotto di produzione.
  • Supporto dati (codice QR o GS1 Digital Link) sull’imballaggio.

Tempistiche — quando arriva il DPP per i cosmetici?

A differenza del passaporto della batteria, la cui tempistica è chiaramente definita, per i cosmetici non esiste ancora una scadenza vincolante. Una valutazione realistica:

  • 2025-2027 — la Commissione europea conduce studi di prioritizzazione e prepara gli atti delegati per le prime categorie di prodotti nell’ambito dell’ESPR (tessili, elettronica).
  • 2027-2028 — elaborazione degli atti delegati per cosmetici e cura della persona, consultazioni di settore e valutazioni d’impatto.
  • 2029-2030 — probabile entrata in vigore dell’obbligo di DPP per determinate categorie di cosmetici.

Un punto importante da comprendere: l’ESPR prevede che gli atti delegati per un’ampia gamma di categorie di prodotti siano adottati entro il 2030. I cosmetici probabilmente non saranno nella primissima ondata (batterie e tessili vengono prima), ma nemmeno nell’ultima.

Le aziende che si muoveranno solo dopo la pubblicazione dell’atto delegato si troveranno sotto pressione di tempo. L’esperienza del Regolamento sulle batterie dimostra che il tempo tra l’adozione e l’obbligo può essere breve.


Specificità del settore cosmetico

I dati INCI come punto di partenza

Rispetto a molti altri settori, l’industria cosmetica ha un vantaggio: le liste INCI sono già standardizzate e obbligatorie. Ciò significa che una parte dei dati di composizione richiesti per il DPP esiste già in forma strutturata. La sfida sta nell’integrare questi dati con informazioni ambientali e sulla catena di fornitura.

Numero elevato di SKU e cicli di vita brevi

Le aziende cosmetiche gestiscono spesso centinaia o migliaia di SKU, con lanci frequenti ed edizioni limitate. Un processo DPP efficiente deve quindi essere altamente automatizzato, affinché la creazione dei passaporti non diventi un collo di bottiglia.

Diversità dei marchi e produzione conto terzi

Molti prodotti cosmetici sono realizzati da produttori conto terzi. I titolari di marchio devono garantire di ricevere i dati necessari dai propri partner di produzione. Qui è indispensabile un chiaro accordo di scambio dati.

Vicinanza al consumatore

I prodotti cosmetici sono usati direttamente dai consumatori finali. Il DPP offre quindi anche un’opportunità: dati di prodotto trasparenti possono rafforzare la fiducia dei consumatori, in particolare per i marchi che puntano sulla sostenibilità e sulla clean beauty.


Preparazione — 5 passi per le aziende cosmetiche

1. Ricognizione dei dati esistenti

Individua quali dei dati previsti per il DPP sono già presenti nei tuoi sistemi. Dati INCI, valutazioni della sicurezza e informazioni CPNP costituiscono una base solida. Le lacune tipiche riguardano i dati ambientali (impronta di carbonio, consumo di acqua) e i dati dettagliati di imballaggio.

2. Sistematizzare i dati della catena di fornitura

Inizia a richiedere ai fornitori di materie prime e ai produttori conto terzi dati strutturati su origine, indicatori ambientali e composizione. Prima avvii questo processo, più fluida sarà la successiva creazione del DPP.

3. Digitalizzare i dati di imballaggio

Il PPWR imporrà requisiti sui dati di imballaggio indipendentemente dal DPP. Cogli l’occasione per raccogliere e strutturare ora i dati di imballaggio, poiché confluiranno direttamente nel DPP.

4. Verificare l’infrastruttura IT

Valuta se i tuoi sistemi esistenti (ERP, PIM, PLM) sono in grado di rappresentare i dati del DPP o se è necessaria una piattaforma DPP dedicata. Soluzioni come myDPP sono progettate per aggregare dati da fonti diverse e generare passaporti digitali di prodotto conformi.

5. Avviare progetti pilota

Seleziona 3-5 prodotti rappresentativi e crea un DPP pilota. Questo processo rivela dove esistono lacune nei dati, quali processi devono essere adeguati e quanto impegno richiederà la successiva scalabilità.


Domande frequenti (FAQ)

Il DPP sostituisce l’etichettatura cosmetica esistente (INCI, PAO)?

No. Il passaporto digitale di prodotto non sostituisce l’etichettatura fisica sull’imballaggio. Aggiunge una dimensione digitale e leggibile dalle macchine. Le liste INCI, i simboli PAO e le altre informazioni obbligatorie rimangono sull’imballaggio. Il DPP rende queste informazioni disponibili anche in forma digitale e le arricchisce con ulteriori dati.

Il DPP si applica anche ai piccoli marchi cosmetici e ai prodotti artigianali?

Le soglie esatte saranno stabilite negli atti delegati. È possibile che i prodotti di piccola quantità o i cosmetici artigianali ricevano requisiti semplificati. L’ESPR prevede in linea di principio la possibilità di concedere agevolazioni alle PMI. Ciononostante, anche le aziende più piccole dovrebbero prepararsi, poiché l’obbligo di base sarà probabilmente formulato in modo ampio.

Che ruolo svolge la direttiva Green Claims?

La direttiva Green Claims (sulle asserzioni ambientali) richiederà probabilmente che le asserzioni ambientali sui prodotti siano supportate da dati verificabili. Il DPP è un veicolo naturale per questi dati. Le aziende che mantengono un DPP conforme sono automaticamente meglio posizionate per soddisfare i requisiti della direttiva Green Claims.

Ogni variante di prodotto (ad es. tonalità diverse) necessita di un proprio DPP?

Dipende dal fatto che i dati rilevanti per il DPP differiscano tra le varianti. Se due rossetti hanno ingredienti o materiali di imballaggio diversi, necessitano di DPP separati. Le varianti che differiscono solo per attributi non rilevanti per il DPP (ad es. la lingua dell’etichetta) potrebbero essere raggruppate sotto un passaporto comune. Le regole definitive saranno chiarite dagli atti delegati.


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Fonti