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Diritto alla riparazione: la Direttiva UE 2024/1799 spiegata

Che cos'è il diritto alla riparazione? La Direttiva (UE) 2024/1799 spiegata: obbligo di riparazione del produttore, pezzi di ricambio, modulo europeo di informazioni sulla riparazione, prodotti interessati e legame con il DPP.

Autore: myDPP Team

Diritto alla riparazione: la Direttiva UE 2024/1799 spiegata

I punti chiave

Il diritto alla riparazione è una nuova direttiva dell’UE (Direttiva (UE) 2024/1799) pensata per rendere più facile ed economico per i consumatori far riparare i prodotti difettosi invece di gettarli. I produttori sono tenuti a riparare determinati prodotti anche dopo la scadenza della garanzia legale, a fornire pezzi di ricambio e strumenti a un prezzo ragionevole e a non ostacolare la riparazione con barriere tecniche o contrattuali. Il tutto è completato da un modulo europeo di informazioni sulla riparazione standardizzato e da una piattaforma europea di riparazione online. Questo articolo spiega che cosa richiede la direttiva, quali prodotti riguarda, da quando si applica e perché è strettamente collegata al passaporto digitale del prodotto (DPP) e al Regolamento ESPR.

Se prima vuoi comprendere i fondamenti del passaporto digitale del prodotto, ti consigliamo l’articolo introduttivo Passaporto digitale del prodotto in 15 minuti.


Che cos’è il diritto alla riparazione?

Il diritto alla riparazione (in inglese Right to Repair, spesso abbreviato R2R) è disciplinato dalla Direttiva (UE) 2024/1799 relativa a norme comuni che promuovono la riparazione dei beni. La direttiva è stata adottata il 13 giugno 2024, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 10 luglio 2024 ed è entrata in vigore il 31 luglio 2024. Gli Stati membri devono recepirla nel diritto nazionale entro il 31 luglio 2026.

L’idea di fondo è semplice: la riparazione deve diventare la regola, non l’eccezione. Oggi i consumatori gettano molti prodotti anche quando la riparazione sarebbe tecnicamente possibile, perché è troppo costosa, troppo complicata o semplicemente non offerta. La direttiva agisce esattamente su queste barriere e rafforza la posizione dei consumatori nei confronti di produttori e venditori.

Una distinzione importante: il diritto alla riparazione è una direttiva, non una norma direttamente applicabile. A differenza di un regolamento (come il PPWR), deve prima essere recepito nel diritto nazionale da ciascuno Stato membro. Ogni Paese adotta quindi la propria normativa di attuazione.


Perché l’UE introduce il diritto alla riparazione

La direttiva fa parte del Green Deal europeo e del Piano d’azione per l’economia circolare. Persegue diversi obiettivi contemporaneamente:

  • Meno rifiuti: i prodotti smaltiti prematuramente causano ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti evitabili e la perdita di preziose materie prime.
  • Meno emissioni: produrre nuovi dispositivi è molto più dannoso per il clima che riparare quelli esistenti.
  • Diritti dei consumatori più forti: i consumatori devono poter decidere liberamente dove e a quali condizioni far riparare i propri beni.
  • Un mercato della riparazione: i riparatori indipendenti e i venditori di prodotti ricondizionati devono ottenere un accesso equo a pezzi di ricambio e informazioni.

Il diritto alla riparazione integra quindi il Regolamento ESPR, che sul lato prodotto stabilisce requisiti di durabilità e riparabilità. Mentre l’ESPR prescrive quanto riparabile deve essere progettato un prodotto, il diritto alla riparazione disciplina come la riparazione funziona nella pratica.


Le regole principali

La direttiva raccoglie diversi obblighi e strumenti concreti. I punti seguenti riassumono le regole centrali.

Obbligo di riparazione del produttore

Per determinati prodotti coperti da requisiti di riparabilità dell’UE, i produttori devono offrire la riparazione anche dopo la scadenza della garanzia legale. La riparazione deve essere effettuata a un prezzo ragionevole ed entro un termine ragionevole. Se il produttore non è stabilito nell’UE, questo obbligo ricade sul suo rappresentante autorizzato, sull’importatore o sul distributore.

Pezzi di ricambio e strumenti a prezzi equi

I produttori devono mettere a disposizione pezzi di ricambio e strumenti connessi alla riparazione a un prezzo ragionevole. Non possono ostacolare la riparazione tramite clausole contrattuali o tecniche hardware o software. In particolare, non possono impedire ai riparatori indipendenti di utilizzare pezzi di ricambio di seconda mano, compatibili o realizzati con la stampa 3D.

Modulo europeo di informazioni sulla riparazione

Su richiesta, i riparatori devono fornire un modulo europeo di informazioni sulla riparazione standardizzato. Rende trasparenti e comparabili le condizioni e i prezzi principali, così che i consumatori possano confrontare le diverse offerte. Il modulo è gratuito.

Piattaforma europea di riparazione online

L’UE sta istituendo una piattaforma europea online con sezioni nazionali. Attraverso di essa, i consumatori possono trovare riparatori, venditori di prodotti ricondizionati e acquirenti di prodotti difettosi, e cercare per località e criteri.

Priorità della riparazione nell’ambito della garanzia

Nell’ambito della garanzia legale la riparazione viene rafforzata: se il consumatore sceglie la riparazione anziché la sostituzione, il periodo di garanzia del prodotto riparato è prolungato di ulteriori dodici mesi. Ciò crea un incentivo a scegliere effettivamente la riparazione.


Diritto alla riparazione: quali prodotti sono interessati?

L’obbligo di riparazione non si applica a tutti i beni in modo generalizzato, ma ai gruppi di prodotti per i quali esistono già requisiti di riparabilità a livello dell’UE. Questi sono elencati in un allegato della direttiva e vengono ampliati progressivamente man mano che entrano in vigore nuovi requisiti specifici di prodotto nel quadro dell’ESPR.

Al momento dell’avvio, l’ambito comprende, tra l’altro:

  • lavatrici domestiche e lavasciuga
  • lavastoviglie
  • apparecchi di refrigerazione e congelamento
  • display elettronici e televisori
  • aspirapolvere
  • server e prodotti per l’archiviazione dei dati
  • smartphone, telefoni cellulari e tablet

Il punto decisivo: l’ambito cresce in modo dinamico. Ogni volta che l’UE adotta requisiti di progettazione ecocompatibile e riparabilità per un nuovo gruppo di prodotti, anche quel gruppo rientra nel diritto alla riparazione. Per i produttori vale quindi la pena tenere d’occhio i piani di lavoro sui prodotti dell’ESPR.


Diritto alla riparazione: da quando si applica?

DataTappa
13 giugno 2024Adozione della direttiva
10 luglio 2024Pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE
31 luglio 2024Entrata in vigore della direttiva
31 luglio 2026Termine per il recepimento nel diritto nazionale
dal 2027Sezioni nazionali della piattaforma europea di riparazione disponibili

Importante: per i consumatori e le imprese, il diritto alla riparazione diventa pienamente efficace solo con ciascun recepimento nazionale. Poiché i dettagli sono precisati mediante leggi nazionali e ulteriori atti di esecuzione, è opportuno verificare periodicamente lo stato attuale.


Diritto alla riparazione, ESPR e passaporto digitale del prodotto

Il diritto alla riparazione non può essere considerato isolatamente. Insieme all’ESPR e al passaporto digitale del prodotto forma un sistema coerente:

  • L’ESPR definisce quanto riparabile deve essere progettato un prodotto (disponibilità di pezzi di ricambio, indici di riparabilità, accesso alle informazioni sulla riparazione).
  • Il passaporto digitale del prodotto è il vettore di queste informazioni. Raccoglie manuali di riparazione, codici dei pezzi di ricambio, valutazioni di riparabilità e dati di contatto e li rende accessibili tramite un codice QR sul prodotto.
  • Il diritto alla riparazione garantisce che queste informazioni possano essere effettivamente utilizzate, rendendo obbligatoria la riparazione dal lato del consumatore e del riparatore.

In pratica, questo significa: le informazioni sulla riparazione che un produttore deve comunque tenere a disposizione per il diritto alla riparazione possono essere fornite direttamente tramite il passaporto digitale del prodotto. Un’azienda che gestisce i propri dati di prodotto in modo strutturato nel DPP soddisfa gli obblighi di riparazione e trasparenza da un’unica fonte di dati. Una piattaforma come myDPP aiuta a fornire questi dati in forma strutturata e leggibile dalle macchine e a renderli accessibili sul prodotto tramite il GS1 Digital Link.


Cosa dovrebbero fare le aziende ora?

1. Verificare se si è interessati

Chiarisci se i tuoi prodotti rientrano già nei requisiti di riparabilità dell’UE o è probabile che vi rientrino a breve. Tieni d’occhio i piani di lavoro sui prodotti dell’ESPR.

2. Definire una strategia sui pezzi di ricambio

Determina quali pezzi di ricambio fornirai, per quali periodi e a quali prezzi. Verifica la tua catena di fornitura per la disponibilità a lungo termine.

3. Strutturare le informazioni sulla riparazione

Raccogli manuali di riparazione, codici dei pezzi di ricambio e dati di riparabilità in forma strutturata e leggibile dalle macchine. Questi dati provengono spesso dalle stesse fonti (ERP, PIM) dei dati per il passaporto digitale del prodotto.

4. Preparare il modulo di informazioni sulla riparazione

Predisponi un processo che ti consenta di fornire su richiesta il modulo europeo di informazioni sulla riparazione in modo rapido e coerente.

5. Integrare i dati sulla riparazione nel DPP

Utilizza il passaporto digitale del prodotto come canale centrale per le informazioni sulla riparazione. In questo modo combini i requisiti di ESPR, DPP e diritto alla riparazione in una base di dati condivisa. La checklist di implementazione del DPP aiuta con un approccio strutturato.


Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è il diritto alla riparazione in parole semplici?

Il diritto alla riparazione è una direttiva dell’UE pensata per rendere più facile per i consumatori far riparare i prodotti difettosi invece di gettarli. I produttori devono riparare determinati prodotti su richiesta, fornire pezzi di ricambio a prezzi equi e non ostacolare la riparazione.

Da quando si applica il diritto alla riparazione?

La direttiva è entrata in vigore il 31 luglio 2024. Gli Stati membri devono recepirla nel diritto nazionale entro il 31 luglio 2026. Diventa pienamente efficace per consumatori e imprese con ciascun recepimento nazionale.

Quali prodotti riguarda il diritto alla riparazione?

Si applica ai gruppi di prodotti per i quali esistono requisiti di riparabilità a livello dell’UE, come lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione, display, aspirapolvere, server e smartphone e tablet. L’ambito cresce con ogni nuovo gruppo di prodotti nel quadro dell’ESPR.

Che cosa ha a che fare il diritto alla riparazione con il passaporto digitale del prodotto?

Il passaporto digitale del prodotto è il vettore digitale delle informazioni sulla riparazione, come manuali, codici dei pezzi di ricambio e valutazioni di riparabilità. Le informazioni richieste dal diritto alla riparazione possono essere fornite tramite il DPP.


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Fonti